Adidas
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Adidas Juventus. Parte domani (1 luglio 2015) l’accordo commerciale tra la Juventus e Adidas. Una partnership che rappresenta probabilmente – per il blasone di entrambi i marchi – la più importante novità commerciale dell’estate in serie A, ma che per la Juventus avrà un valore ancor più importante: inizia con uno dei due sponsor più importanti la “internalizzazione” di gran parte dei servizi. Con questa strategia Andrea Agnelli intende sostenere nel lungo periodo la crescita dei ricavi della Juventus.

L’effetto immediato della nuova sinergia sarà il venir meno del ruolo di Juventus merchandising srl, veicolo societario che era stato creato appositamente per commercializzare i prodotti Nike Juventus e che quindi ora non avrà più ragione d’esistere. Per questo le attività “retail” della stessa società sono state cedute alla Juventus, che nel nuovo accordo in essere con Adidas gestirà direttamente la commercializzazione dei propri prodotti.

Una operazione assolutamente minore. Il prezzo della cessione del Ramo d’Azienda è stato provvisoriamente determinato in euro 33.430, pari alla differenza tra il valore delle attività e il valore delle passività riportati nella situazione patrimoniale previsionale.

Adidas arriva a sostituire Nike nel momento più interessante. Nella stagione 2014-2015 la Juventus ha superato per la prima volta il milione di maglie (le stime più affidabili parlando 1,078 milioni di esemplari venduti) entrando nella top ten mondiale al nono posto.

L’accordo con Adidas durerà 6 anni e porterà 23,25 milioni a stagione per un totale di 139,5 milioni complessivi. Quello precedente con la Nike (firmato nel 2001 e rinegoziato dopo l’estate 2006) valeva 11 milioni all’anno in meno ed ha fruttato (sempre secondo stime) circa 2 milioni l’anno in royalties.

Dopo aver rinunciato ai 6 milioni di “licensing” che Adidas avrebbe corrisposto alla Juventus per la gestione diretta della commercializzazione, la Juventus ha deciso di operare in proprio: significa che per l’anno prossimo è stato preventivato di ottenere un ricavo complessivo dalla commercializzazione delle maglie che – compreso l’accordo con Adidas – porterà più di 30 milioni nelle casse del club visto che l’azienda tedesca ne garantiva 29,5 sicuri.

Nelle scorse settimane Agnelli aveva indicato nel fatto che la Juventus appalta esternamente a diversi fornitori le sue numerose attività interne un fattore decisivo per far crescere la redditività. Il banco di prova del merchandising sarà decisivo per capire l’evoluzione del modello gestionale bianconero.

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Un bresciano a Manchester. Tra giornalismo economico e football scouting

2 COMMENTI

  1. Ciao Giovanni,

    come si sta a Manchester? Complimenti per gli articoli e per il sito ‘Calcio e Finanza’ che seguo con interesse e sui cui vedo che scrivi molto.

    Saluti,

    Nicola Negro

  2. la Juventus ha i ricavi da stadio più bassi d’Europa e che i contratti di sponsorizzazione siglati 2 anni fa con jeep e adidas sono assolutamente svantaggiosi perchè se fossero stati fatti ora la Juventus avrebbe percepito molto di più Non c’è alcuna possiiblità che la Juventus sarà competitva nel prossimo decennio in champions .Chi incassa oggi dallo stadio già 2,3 volte la Juventus sta costruendo stadi ancor più grossi e moderni e ricaverà ancor più, società come altetico madrid lione, valencia, zenit,che sono le uniche che incassano quanto la Juve stanno costruendo stadi da 350 milioni da 65 mila posti.
    Non solo dal 2016, l’ultima classificata della premier league incasserà più della Juve dai diritti tv quasi il doppioo figuriamoci le top 4,[/B] quindi raccontatemi come la Juventus con incassi da stadio più bassi d’Europa ridicoli , con incassi commerciali assolutamente inadeguati e con diritti tv che presto saranno incomparabili rispetto a quelli delle top inglesi e spagnole possa competere con 300-500 milioni di ricavi annui in meno delle top d’Europa..

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