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Il campionato tedesco è in questi giorni al centro di numerose novità che è giusto vedere nel loro insieme per delineare quello che sarà il modello di sviluppo del calcio tedesco nei prossimi anni.

Ieri, innanzitutto, è stato presentato il rebranding dei campionati.

La Bundesliga e la II.Bundesliga avranno infatti un nuovo logo. E dall’anno prossimo sarà introdotto anche il logo autonomo della lega calcio tedesca (DFL).

Le motivazioni di questo intervento accendono la luce sulle reali prospettive che la Lega si è voluta dare. Le parole sono inequivocabili, DFL punta a un rapporto più chiaro nelle sue relazioni con i fans, con i media e gli sponsor. In questo modo si attua ulteriormente anche un’operazione di rafforzamento rafforzare ulteriormente il profilo verso la concorrenza.

Ma l’operazione non è la sola, e CF – calcioefinanza.it sta seguendo con interesse ogni passo.

Bundesliga

La prima è stata l’approvazione della distribuzione dei diritti tv, che hanno recentemente superato la barra del miliardo di euro, secondo un nuovo metodo decisamente rivoluzionario che vedrà la partecipazione di tutti i club delle due serie per un totale di 36 squadre beneficiate dal nuovo accordo.

La più grande rappresenta il 70% del totale incassato e terrà conto della classifica degli ultimi due anni in Bundesliga e Bundesliga 2. Mentre il primo club riceverà l’1,69%, l’ultimo avrà lo 0,75%. (qui il meccanismo nel dettaglio)

La partenza sarà prevista nella prossima stagione, darà valori più bilanciati, terrà conto di un vero e proprio ranking nazionale, ed avrà altri vantaggi.

  • manterrà un grande equilibrio tra le squadre che riceveranno di più e quelle che riceveranno meno
  • essendo basata sui risultati pluriennali di due categorie non ci sarà l’impatto eccessivamente premiante del salto di categoria ma nemmeno quello penalizzante della retrocessione
  • eviterà l’adozione di paracadute (che sono comunque dei palliativi perchè non evitano la perdita di fatturato conseguente alla retrocessione)

Non è un caso se il Bayern Monaco e la DFL sono ai ferri corti. Evidente che l’interessi dei bavaresi al momento è proprio quello di vedersi premiati con un incremento dei diritti tv (che non ci sarà) in modo da andare ad avvicinare i grandi club europei.

Va ricordato in tal senso che il Bayern, secondo nei ricavi commerciali e quinto per quelli da stadio a livello europeo, non figura nemmeno nelle prime 10 posizioni per quanto riguarda i diritti tv (l’ultima Deloitte Money league parlava chiaro in tal senso attribuendo “solo” 106 milioni all’anno ai bavaresi).

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Ma questo non conta. Volendo operare per il bene comune la DFL fin qui ha tirato dritto. E la scelta di rebranding è arrivata per dare forza ad un altro interessante risultato.

Recentemente, secondo i dati diffusi dalla società tedesca “PR Marketing” i club di serie A hanno visto crescere il loro merchandising di 17 milioni nello scorso anno raggiungendo il livello recordo di 243 milioni di euro.

Rispetto alla stagione precedente si tratta di un +7,5% in valore e di un 8% in più in termini di volumi.

La tendenza per i risultati cumulativi era prevedibile soprattutto grazie alla crescita dei top club, Borussia Dortmund e Bayern di Monaco, ma c’è molto di più.

La crescita non si limita ai club d’elite ma si è verificata anche in Seconda divisione. I risultati dei piccoli infatti sono risultati infatti percentualmente più significativi degli altri.

In 2. Bundesliga infatti i ricavi da merchandising hanno raggiunto i 31,3 milioni di euro per la stagione 2015-2016, con un incremento del 17,6% (€ 3,8 milioni) rispetto alla stagione precedente. La terza divisione invece ha fatto registrare 9 milioni di ricavi da merchandising.

Il rebranding, in tal senso, punterà a rafforzare la crescita, che è stata significativa, ma come segnala sempre PR Marketing è stata la percentuale più bassa degli ultimi anni.

Tempo, insomma, di investire in immagine, per un calcio che – lo ricordiamo – da tempo ha scelto una linea decisamente autarchica per quanto riguarda le proprietà, non permettendo a proprietà straniere di avere quote di controllo dei club.

La DFL ha scelto, per continuare a stare a pieno titolo tra le big 5 il movimento tedesco dovrà prevedere più omogeneità di crescita e diventare il campionato più competitivo del mondo, dopo l’invidiabile record che ne fa al momento quello calcistico con più presenze allo stadio.

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Un bresciano a Manchester. Tra giornalismo economico e football scouting