“Il calcio non chiede al governo risorse, ma siamo facendo le nostre analisi economiche e in tanti stanno strumentalizzando. Abbiamo problemi, anche tanti, ma stiamo cercando di risolverli al nostro interno”. Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, intervistato da Sky.
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“Non chiediamo soldi, chiediamo lo snellimento e la revisitazione di alcune norme che non permettono lo sviluppo, che fanno da tappo e impediscono lo sviluppo del calcio, che generano processi non virtuosi ma addirittura penalizzanti per il mondo dello sport – ha proseguito -. La legge fondamentale dello sport italiano è una legge del 1981, siamo nel 2020, dopo 40 anni lo sport italiano non può essere ancora disciplinato da quella legge. Abbiamo bisogno di ammodernamento e rivisitazione di alcune norme.
“Sono diversi i punti sui cui interveniamo, anche sulla partecipazione ai ricavi delle scommesse. Anche la creazione di un fondo salva calcio, a cui Figc e Fifa hanno dato disposizione a partecipare, dove dobbiamo tutti insieme partecipare, compresi i calciatori. Molti oggi pensano che la categoria dei calciatori sia una categoria ostile rispetto a quello che è rappresentato dall’ emergenza, invece ho avuto grande disponibilità e sensibilità di entrare a far parte del fondo. È un fondo in cui devono entrare tutti, perché il mondo del calcio dà tanto e quando va in emergenza tutti dobbiamo dimostrare sensibilità e riconoscenza”, ha concluso.
