La questione conti della Juventus è pronta ad andare in tribunale. Da un lato la giustizia sportiva, sempre più veloce anche perché bisognerà decidere se ci saranno eventuali margini per penalizzare i bianconeri in classifica o meno, e dall’altra la giustizia ordinaria che coinvolge i dirigenti e lo stesso club bianconero.
Nel giorno del compleanno dell’ormai ex presidente Andrea Agnelli, Tuttosport ricostruisce le tappe che potrebbero portare all’eventuale processo, il quale si svolgerebbe durante il periodo estivo. Ma si parla di ipotesi, visto che, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, inoltrata dal procuratore aggiunto Gianoglio e dai pm Bendoni e Santoriello, si aspetta ora l’annuncio del Gip per la data ufficiale dell’udienza preliminare.
Al momento, ma sono solo ipotesi, sembra plausibile che il primo “round” vada in scena a febbraio, verso la seconda metà del mese. Quindi un procedimento che andrebbe per le lunghe, sempre che si vada in dibattimento e che il fascicolo non venga archiviato. Tempi che potrebbero allungarsi ulteriormente se la Procura Generale della Cassazione di Roma accogliesse la richiesta da parte dei legali della Juventus di ritenere competente la Procura di Milano, dove ha sede la Borsa Italiana.
Lo scopriremo entro il 18 dicembre, termine entro il quale la Procura Generale della Cassazione dovrà dare il suo responso alla richiesta bianconera. In caso di accoglimento il fascicolo passerebbe a un altro pool di pm che dovrà studiarlo da zero e inevitabilmente questo non farebbe altro che far slittare tutto l’iter giudiziario e si andrebbe a dopo l’estate.
La certezza è sul numero degli indagati: 13, tutti rinviati a giudizio per quindici presunti illeciti. I principali riguardano la diffusione di notizie false circa la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società, concretamente idonee a provocare un’alterazione del prezzo delle azioni ordinarie quotate al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana o a consentire di proseguire indebitamente la negoziazione del titolo presso la Borsa stessa; la diffusione di false comunicazioni sociali con conseguente ostacolo alle funzioni di vigilanza della Consob; l’esposizione di fatti materiali non rispondenti al vero nonché omissioni di fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge; l’indicazione di elementi fittizi avvalendosi di fattura riferita in tutto o in parte a operazioni inesistenti o, ancora, l’indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni Iva consentendo di detrarre indebitamente detta imposta.
La strada insomma è stata tracciata e ora bisogna solo attendere il pronunciamento degli organi preposti per poi partire con due filoni diversi, quello ordinario e sportivo.
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