Amazon taglia posti di lavoro
(Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP via Getty Images)
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Amazon taglierà 18mila posti di lavoro, più di quanto inizialmente previsto: la riduzione maggiore della sua storia. I tagli, iniziati a novembre, si concentreranno nell’area delle risorse umane e nella divisione retail, andando a colpire il 6% dei dipendenti corporate della società.

«Abbiamo navigato un’economia incerta e difficile in passato e continueremo a farlo», spiega l’amministratore delegato Andy Jassy. «Questi cambi ci aiuteranno a perseguire opportunità di lungo termine con una struttura di costi più solida», aggiunge.

I tagli erano nell’aria da mesi – all’inizio l’ipotesi di riduzione ammontava a 10mila posti – ma l’ammontare totale annunciato sembra indicare che Amazon si sta posizionando per una possibile recessione, data da molti analisti per scontata nel 2023.

Il colosso fondato da Jeff Bezos è stato uno dei maggiori beneficiari della pandemia, quando milioni di persone hanno preso d’assalto i suoi scaffali digitali per gli acquisti. Per tenere il passo con il boom della domanda, Amazon era stata costretta a raddoppiare la sua rete logistica e assumere migliaia di dipendenti.

La fine dei lockdown e la possibilità di tornare a fare shopping nei negozi reali ha poi costretto il colosso a lanciare una revisione per il taglio dei costi, divenuta ancora più centrale con il rallentamento dell’economia mondiale.

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