Il Tolosa, sotto la presidenza dell’italiano Damien Comolli, sta vivendo un nuovo periodo florido, nonostante il club fondato dal 1970 non abbia vinto nessun trofeo nella storia e anche quest’anno, molto probabilmente, non farà eccezione.
Comolli, che ha assunto la carica di numero uno del club nel 2020 dopo la vendita RedBird Capital lo stesso fondo che gestisce il Milan dal vecchio proprietario Olivier Sadran, vede la sua squadra galleggiare a metà classifica in Ligue 1 e prossima a giocarsi l’accesso alle semifinali della Coppa di Francia.
La vendita al fondo statunitense ha risollevato immediatamente il club, allora in Ligue 2, con la promozione nella massima serie francese, dove era stato per moltissimi anni con il terzo posto nel 2007. Comolli ha rivoluzionato l’identità del club con l’aiuto di Philippe Montanier, ex allenatore del Nottingham Forest, che ha costruito una squadra intensa, offensiva e veloce.
Dalla retrocessione del 2020 la rosa del club è stata totalmente stravolta che vede giocatori tutti nuovi, visto che anche Issiaga Sylla ha lasciato la squadra per spostarsi al Montpellier. «Siamo un club che prende tutte le sue decisioni con l’aiuto di dati e statistiche – ha spiegato Comolli l’anno scorso a The Guardian -. Che si tratti di reclutamento o del nostro stile di gioco, analizziamo i nostri avversari, la nostra squadra, i nostri giocatori a livello individuale. Analizziamo come dovremmo affrontare una stagione».
Comolli afferma che il club utilizza le statistiche per porsi domande quali: «Come è distribuito il monte stipendi? Quanti giocatori dovrebbero essere sotto contratto? Qual è il numero ottimale di giocatori? Come distribuiamo il denaro? Per quanto riguarda il nostro budget per i trasferimenti, come lo distribuiamo? A quali giocatori? A quali profili? Quali posizioni? Cosa serve per rimanere in Ligue 1?». Anche l’allenatore Montanier è stato reclutato attraverso un modello analitico. «Gli abbiamo mostrato tutto», dice Comolli.
Di conseguenza, il reclutamento del Tolosa è molto eterogeneo e Montanier potrebbe facilmente schierare 11 nazionalità diverse contemporaneamente. Nonostante le dimensioni ridotte, il Tolosa fa scouting in 70 campionati di tutto il mondo, compreso il quarto livello in alcuni paesi. Il loro approccio ha portato all’ingaggio di Rhys Healey, un attaccante inglese proveniente dall’MK Dons, club della Milita nella Football League One, terza serie del calcio inglese. Healey ha segnato 34 gol in 64 partite in Ligue 2 prima di subire un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori in questa stagione.
Il calcio scandinavo, la J-League e il secondo livello olandese sono i campionati preferiti dalla squadra di reclutamento del club. Rasmus Nicolaisen, Stijn Spierings e Gabriel Suazo sono alcuni degli esempi di calciatori presi da questi campionati che ora sono dei punti di riferimento della formazione francese.
«Quando sono arrivato, mi sono reso conto che c’era una rottura totale tra la città e il club – ha detto Comolli -. Dovevamo ricollegare la gente alla squadra. Dovevamo riconquistare il nostro pubblico ma anche cercare di conquistare nuovi tifosi. Gli spettatori sono aumentati di oltre il 50% dai tempi della retrocessione e anche il tifo sfegatato è cresciuto, rendendo le partite del Tolosa tra le più vibranti della Ligue 1 in questa stagione».
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